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Il Bilancio di Previsione 2002
di Argomenti On-Line  26/03/2002


Il 22 febbraio è stato approvato in Consiglio Comunale il Bilancio di previsione per il 2002.

Tale manovra ha dovuto fare i conti con una situazione nazionale iniqua, fissata dalla Finanziaria del Governo Berlusconi: sono stati ridotti i trasferimenti da parte dello Stato ed inoltre è stata sì prevista la compartecipazione da parte dei Comuni al gettito IRPEF, ma questo solo in alternativa ai trasferimenti.

Sono cioè state ridotte le risorse a disposizione dei Comuni proprio nel momento in cui sono aumentate le funzioni degli stessi, in considerazione della necessità e dell’opportunità che i servizi vengano erogati al meglio da Enti che sono più vicini ai cittadini e che meglio ne sanno comprendere le esigenze.

È il cosiddetto principio di sussidiarietà, cardine del federalismo amministrativo propugnato un po’ da tutti e votato dalla maggioranza dei cittadini in occasione del referendum del 7 ottobre scorso.

Questo governo, invece, ha posto un forte limite di spesa agli Enti locali con il Patto di Stabilità, obbligando gli Enti che avessero deciso di rispettare tale Patto a tagliare le spese per i servizi attivati o programmati durante il 2001.

Il vincolo non solo pone un limite all’autonomia amministrativa, ma non chiama gli Enti locali alla corresponsabilità rispetto al Patto di Stabilità che lo Stato Italiano deve rispettare a livello europeo.

Il Patto fissato negli anni precedenti dai Governi dell’Ulivo era invece volto a incentivare le Amministrazioni locali a comportamenti virtuosi che hanno consentito reali risparmi di costi.

Invece l’attuale Patto non considera il Comune nella sua funzione di sviluppo a partire dai servizi che eroga sul territorio in quanto arriva all’assurdo che, pur avendo soldi a sufficienza, un Comune non potrebbe spenderli in quanto non può superare del 6% la spesa del 2001.

Il nostro Comune, al momento, ha scelto, così come la maggior parte dei Comuni della nostra Provincia, di non rispettare tale Patto, anche alla luce delle eventuali azioni che verranno poste in essere da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), dalla Regione Emilia Romagna e dalle stesse forze dell’Ulivo contro tale provvedimento.

Venendo alla nostra Amministrazione comunale, la scelta è stata quella di riqualificare i servizi erogati, cercando di aumentarne sia la qualità sia l’efficienza, di realizzare importanti opere pubbliche necessarie alla nostra collettività (rifacimento di via della Libertà e del Centro storico, ampliamento della scuola materna, sistemazione della rete fognaria del capoluogo e delle frazioni).

Sul versante delle entrate:
- viene ridotta l’aliquota ordinaria ICI sull’abitazione principale dal 5.5 al 5.3 per mille;
- la detrazione per l’abitazione principale, per le situazioni disagiate e per le famiglie numerose, viene alzata a euro 150 (L. 300.000), mentre per tutti è fissata in euro 103 (L. 200.000);
- viene aumentata l’aliquota ordinaria ICI sulle seconde case dal 6.5 al 7 per mille;
- viene aumentata l’addizionale IRPEF dallo 0.4 allo 0.5 per cento;
- le tariffe dei servizi a domanda individuale vengono fissate sulla base dell’applicazione dell’ISEE, garantendo così una partecipazione degli utenti ai costi dei servizi in maniera più equa, nel rispetto della situazione economica e patrimoniale di ognuno;
- viene prevista l’introduzione di una TARSU modificata, coerente con il Decreto Ronchi che calcola la tariffa in base alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti.

Si è quindi scelto di salvaguardare i servizi pubblici erogati cercando di pesare il meno possibile sulle possibilità economiche dei cittadini.


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