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Considerazioni sulla lettera del Capogruppo Gabriele Francia
di Argomenti On-Line  17/11/2002



di Marco Montanari – Coordinatore del Tavolo dell’Ulivo

Ho letto con vivo interesse l’articolo del Capogruppo Francia apparso sul Sangiorgese ultimo uscito, dopo un’attenta discussione all’interno del nuovo tavolo dell’Ulivo (del quale sono coordinatore e del quale Francia è componente), sono emerse alcune importanti riflessioni.

In primis credo assai proficuo utilizzare lo strumento della lettera aperta perché consente di far sì che le riflessioni e gli orientamenti politici diventino di pubblico dominio. Di questa opportunità ringrazio il capogruppo.

Passando all’analisi della lettera condividiamo ed auspichiamo la completa realizzazione dell’intento della pubblica amministrazione di ben governare, individuando nella solidarietà, nella scuola, nella sicurezza, nello sviluppo economico, nel lavoro, i cardini di un sistema sociale che può e deve esistere.

Tuttavia al di là di questi importanti progetti, mi pare anche di cogliere nella lettera aperta indirizzatami una volontà di allargare e congiungere l’attuale amministrazione al nuovo tavolo dell’Ulivo. Anzi, per la verità, credo che lo scopo primario del documento sia proprio questo.

Su questo punto mi soffermerei con almeno tre considerazioni:

1. Il nuovo tavolo dell’Ulivo vede numerose e importanti novità, sia dal punto di vista del maggior dialogo e rispetto tra le forze politiche ed i partiti che lo compongono, sia dal punto di vista del numero maggiore di partiti che vi coabitano. La presenza di Democratici di Sinistra, margherita, Socialisti Democratici Italiani, Comunisti Italiani ne fanno una realtà nuova, senza dubbio differente rispetto all’attuale lista consigliare (si ricorda infatti che la lista consigliare si è nel tempo modificata). Pertanto il nuovo Ulivo nasce come una realtà nuova e con un’autonomia ben definita.

2. Questa struttura autonoma, data anche da una diversità di composizione rispetto alla lista consigliare, può e deve ugualmente, a nostro avviso, dialogare e ove possibile aiutare l’amministrazione, anche verificando gli obiettivi che si era preposta. Se questo è il raccordo cui si fa riferimento, in altre parole sugli obiettivi (e non necessariamente sulle persone), ci trova concordi e determinati.

3. Siamo talmente convinti dell’importanza di questo dialogo che, fin da quando il tavolo si è formato, ha visto la partecipazione di ben quattro tra gli attuali consiglieri. Pertanto non si può non riconoscere che sotto questo profilo il raccordo esiste già.

Per concludere credo che sia comunque necessario, al di là di queste considerazioni, focalizzare i problemi di S. Giorgio, che penso siamo altri.

Il progetto che il Nuovo Ulivo si prefigge, anche a livello locale, è quello di redigere un programma che non dovrà essere una mera elencazione di obiettivi da raggiungere, molto spesso enunciati anche dal Centro Destra, ma soprattutto dovrà indicare i tempi ed i modi per raggiungerli.

Ed è su questo che noi vediamo fattibile un raccordo, attraverso la collaborazione tra due entità politiche che, pur nel rispetto delle loro competenze, collaborino per verificare il programma dell’attuale lista consigliare e per costruire un progetto nuovo per S. Giorgio di Piano.


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