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PASSANTE AUTOSTRADALE NORD
di Argomenti On-Line  11/06/2003


SOLUZIONE DI PROSPETTIVA PER LA MOBILITA' BOLOGNESE O BATTIBECCO PRE-ELETTORALE?

 

Lo scorso 8 agosto è stato sottoscritto a Roma un accordo tra il Ministro delle Infrastrutture, il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia e il sindaco del Comune capoluogo per la soluzione della congestione del nodo stradale ed autostradale bolognese. L’accordo prevede la realizzazione di un passante autostradale a nord di Bologna, sostitutivo dell’attuale raccordo tra l’A1 e l’A14. La realizzazione del nuovo raccordo consentirà di trasformare in tangenziale senza pedaggio le attuali corsie autostradali, compreso il tratto dell’A13 tra Arcoveggio e Interporto. Si tratta  di circa 36 chilometri di doppie corsie autostradali che verranno messe a disposizione del traffico locale. Alla maggiore capacità della viabilità locale si sommeranno i vantaggi dei nuovi caselli autostradali lungo il tracciato del passante nord in prossimità dei grandi insediamenti industriali, terziari ed urbani che generano ed attraggono sulla viabilità locale traffico autostradale.

L’accordo dell’8 agosto è attualmente oggetto di una verifica di fattibilità finalizzata a confermarne o meno l’attuazione e, una volta eventualmente confermata, a fissare le condizioni territoriali, ambientali e sociali necessarie alla sua realizzazione.

Purtroppo, su questa straordinaria opportunità di risoluzione dell’annosa congestione stradale ed autostradale, si è avviato l’ennesimo battibecco preelettorale. Non mi riferisco, ovviamente, al confronto, anche aspro, con quei cittadini le cui abitazioni o attività economiche rischiano di essere compromesse dalla nuova infrastruttura e che legittimamente manifestano la loro contrarietà all’opera o comunque la richiesta di una tutela attiva al livello più alto possibile. Con essi è necessario fare i conti fino in fondo. Mi riferisco, invece, ad alcuni esponenti della politica bolognese che, dopo le affollate assemblee pubbliche dei giorni scorsi, pare non sappiano resistere alla tentazione di cavalcare dissensi e critiche. Esponenti di Forza Italia si sono pronunciati contro il passante nord e a favore di un tunnel autostradale sotto la montagna; l’UDC, con il Vice Ministro bolognese Gianluigi Magri, ha preso le distanze dal Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, firmatario dell’accordo per il passante nord autostradale dell’8 agosto scorso; Alleanza Nazionale, infine, non trova di meglio che incalzare la Provincia a fare comunque qualcosa senza dire esattamente che cosa. Naturalmente è sacrosanto proporre alternative e dare rappresentanza a critiche e dissensi; bisognerebbe tuttavia conciliare questa rappresentanza con quella dei 920.000 abitanti della provincia di Bologna, disinteressati o probabilmente irritati da questa sorta di tela di Penelope, che alla politica chiedono di risolvere con concretezza e realismo il problema del traffico e dell’inquinamento che investe città ed hinterland e cioè le aree più popolate e urbanizzate. Esponenti del movimento ambientalista sostengono che la vera alternativa alle nuove infrastrutture stradali sia il potenziamento del trasporto ferroviario e collettivo. Purtroppo non è così. A Bologna stiamo realizzando il più importante sistema di trasporto ferroviario locale  mai realizzato in una provincia italiana: 8 linee, 84 stazioni di cui 25 nuove, treni ogni mezz’ora e ogni quarto d’ora nei due sensi di marcia. Ma anche con questo impegno e con la previsione di un forte sviluppo del trasporto ferroviario delle merci, il traffico sulle strade è destinato ad aumentare. Non è un’opinione, è l’esito di approfonditi studi verificabili in qualsiasi momento. La polemica e il confronto di opinioni sono il sale della democrazia. Ma la democrazia, non dobbiamo dimenticarlo, oltre che un valore in sé è anche un mezzo per decidere l’interesse pubblico prevalente. I comitati dei cittadini dei territori interessati alla proposta del passante nord  hanno chiesto tempo per discutere e per confrontare le potenziali alternative. Questo tempo è stato ottenuto ed è stato realizzato uno studio comparato sulle tre possibili soluzioni: passante nord, passante sud e banalizzazione dell’attuale autostrada senza nuove opere. Lo studio ha messo in evidenza che l’ipotesi nord è quella che in assoluto espone il minor numero di cittadini bolognesi all’inquinamento atmosferico ed acustico e alla congestione della rete autostradale, tangenziale e della viabilità locale. Lo studio è consultabile sul sito Internet della Provincia e fino alla metà del mese di giugno è possibile fare osservazioni e proposte. Dopodiché si dovrà decidere se confermare o meno il passante nord e formulare indirizzi precisi alla progettazione preliminare e alle condizioni economiche e sociali di accompagnamento della proposta. E’ vero, nel 2004 si vota. Ma chi si presenterà alle elezioni il prossimo anno, dovrà, necessariamente, tra le altre cose, spiegare cosa ha fatto e cosa sta facendo per risolvere il principale problema che affligge la popolazione della città e della provincia.




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