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I paciugoni
di Argomenti On-Line  16/11/2003


di Fabio Govoni

 

Se fino a qualche mese fa la critica al Governo e alla sua maggioranza poteva oscillare tra una palese incapacità a governare la cosa pubblica, perchè quelle private del premier & Co. le hanno sempre amministrate benissimo, unita a un spiccato modo autoritario e il  dubbio che fossimo in una democrazia di facciata e in un regime di fatto, oggi possiamo dire con certezza che siamo in un regime reale.Se chi governa si permette di comparire in televisione a reti unificate per contrastare l’azione di chi non condivide le riforme da lui proposte e dando adito a una condotta antisindacale (messaggio a reti unificate), oppure organizza attraverso i propri fidi collaboratori “attentati” alla moralità di chi guida l’opposizione (Commissione Telekom Serbjia), pagando finti testimoni di non chiara onestà, oppure non smentisce il grande capo massone Gelli quando dice che il programma di questa maggioranza è uguale a quello della loggia P2, afferma che i magistrati sono un branco di matti e cerca di asservirli al potere dell’esegutivo, oppure che Mussolini mandava gli opposiori politici in vacanza al confino o, infine,  si appropria della telvisione pubblica facendone un uso privato (legge Gasparri), possiamo certamente dire che l’Italia di oggi è molto vicina a diventare simile a quella di prima della seconda guerra mondiale.La questione è quindi che a questa maggioranza di governo non interessa “il senso dello Stato” il rispetto delle istituzioni, ma solmente il valore e la difesa dell’Uomo Solo al Comando, dei suoi affari e di quelli dei suoi addentellati.Credo che ognuno di noi abbia amato o odiato in modo più o meno intenso il lungo periodo in cui governava la Democrazia Cristiana, ma col senno di poi, guardando in faccia questa maggioranza, possiamo dire che quella classe politica sapeva cosa significasse difendere il senso dello Stato e il rispetto delle istituzioni; un esempio ne è proprio Andreotti che con molto tranquillità ha affrontato il processo che lo vedeva imputato: non ha mai attaccato i giudici ma solo le tesi che sostenevano e non si è mai sottratto al contraddittorio in aula. L’esatto contrario di quello che fa Berlusconi che ad ogni occasione fugge dalle sue responsabilità e minaccia che chi lo tradirà non avrà più il posto in prima fila alle prossime elezioni.Partendo da ciò e visto che stiamo preparando il programma per le prossime amministrative, credo che si possa passare alla domanda che ci tocca da vicino: essere antiberlusconiani deve essere uno dei caratteri distintivi dei D.S. e dell’Ulivo? Io credo di si! É un problema di moralità politica! Essere antiberlusconiani non significa essere contro Berlusconi ma vuol dire rifiutare un modo disonesto e autoritario di gestire la cosa pubblica (governare è un termine troppo dotto per questa maggioranza, perchè presuppone la volontà di fare del bene), rifiutare di farsi comprare per la promessa di qualche posto in parlamento. Significa rifiutarsi di affrontare i problemi in modo furbo e volpesco, facendosi scudo del proprio potere e gettando fango su chi la pensain modo diverso. Significa ancora avere il coraggio di fare politica a viso aperto, confrontandosi sui temi e sui problemi, non come il Centrodestra che si nasconde dietro il mandato degli elettori... che però cominciano ad essere scontenti e all’ultima tornata ultime elezioni amministrative lo hanno fatto chiaramente capire. A buon intenditor poche parole.Penso che a S. Giorgio chi è di Destra o Centrodestra e ha un minimo di senso politico della società, dovrebbe sentirsi offeso dall’essere rappresentato da personaggi che fanno dei propri affari personali il motivo per sedere sui banchi più importanti d’Italia, da signori che individuano nello scusare l’illegalità, dando a  tutti la possibilità di condonare gli abusi, la loro regola di vita. E la Lista Insieme per S. Giorgio dovrebbe spiegarci con quale faccia di bronzo accusa l’Amministrazione di illeciti amministrativi, quando ideologicamente è figlia di una manica di buffoni (infatti non ha votato a favore dell’ordine del giorno contro il condono edilizio) e paciugoni che non si preoccupano dei problemi del Paese, infatti l’inflazione vola, ma solo degli affari sui. Forse vuole distogliere l’attenzione dal fatto che non hanno niente di serio da proporre ai cittadini di S. Giorgio di Piano.I dirigenti del Centrosinistra, a partire da quelli dei D.S. non si sono mai sottratti ai dibattiti e anche ai fischi, come invece fanno quelli del Centrodestra e il loro Capo che hanno paura di chi li fischia (Berlusconi fugge da Verona e la Moratti dagli studenti di Rimini) e che traformano le città dove si spostano in bunker antibombardamenti. A differenza di chi ci governa, l’Ulivo si preoccupa di dare risposte ai bisogni del Paese e alle domande dei cittadini. Gia da tempo all’interno della sinistra si discute, si elabora e si propone: i Democratici di Sinistra hanno promosso con un grande sforzo umano e organizzativo una serie di Feste del’Unita tematiche su tutto il territorio nazionale, luoghi nei quali ascoltare e confrontarsi sui temi e sulle proposte che fanno parte della nostra tradizione politica: stato sociale, lavoro, scuola, ambiente. É  giusto però far tesoro di chi ci critica sul fatto che molto spesso non siamo capaci o in grado di far conoscere queste proposte agli italiani, questo è un nostro grosso limite. Approfitto in questa sede per ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare la Festa di Villa Beatrice e la Festa Nazionale de l’Unità, a tutti coloro che con il loro contributo ogni anno consentono al nostro partito di svolgere la propria attività politica.Credo quindi che oggi più che mai dobbiamo aver chiaro che uno dei nostri caratteri distintivi e non aver paura di fare politica, di sostenere la nostra idea e di batterci per il rispetto di quelle regole che garantiscono tutti e non solo alcuni, di rifiutare le bugie di chi ci propone strade facili e rapide per risolvere i problemi, ma che in due anni di governo non ha prodotto nulla se non arretramento dell’economia e conflitto sociale.Il nostro obiettivo, come ha ricordato Fassino nel suo discorso conclusivo alla festa Nazionale de l’Unità, è nelle parole di Enrico Berlinguer: “Noi vogliamo che la nostra vita sia una vita completa, ricca e piena, una vita nella quale l’uomo esprima tutti i suoi valori reali. É questo che dà senso alla vita, dà un valore a un popolo”.




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