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Villa Beatrice 2004? Forse si, forse no.
di Argomenti On-Line  16/11/2003


di Barbara Bini (Argelato)

Mi piacerebbe molto che la risposta a questa domanda fosse affermativa con assoluta certezza, ma così non è. Anche quest’anno a Villa Beatrice si è svolta la nostra Festa dell’Unità, che coinvolge i Comuni di Argelato, San Giorgio di Piano e Pieve di Cento.Il successo della Festa è stato evidente, sia come incassi che come affluenza e partecipazione.Io stessa ho prestato il mio tempo per contribuire ai lavori e allo svolgimento della festa, occupandomi dello stand della libreria,e  d ancheando una mano allo stand del ristornate del pesce.La gente partecipa con entusiasmo e affetto al nostro festival, noi ragazzi della libreria ( e in proposito saluto e ringrazio Elisabetta Zambelli, di San Giorgio, e Roberto Zoboli di Pieve) abbiamo tentato tutto quanto fosse in nostro potere per migliorare lo sand o l’offerta dei libri in vendita. In questo senso, i libri usati hanno riscosso un enorme successo, grazie a tutti coloro che ci hanno donato i loro vechi libri, e vi informo con felicità che sono andati a ruba.Il problema non sono nè gli incassi nè la partecipazione dei nostri concittadini.Il problema siamo noi compagni e compagne.Per fare alcuni esempi, lo stand della libreria è uno satnd a mio avviso importante.Esso non è solo il luogo in cui comprare libri, ma dovrebbe anche essere luogo di incontro per i giovani, di scambio culturale e di idee. Io l’ho sempre immaginato collocato al centro della festa per questo esatto motivo: nucleo e calamita per tutti coloro che vengono alla Festa non solo per divertirsi e svagarsi, ma che desiderano anche poter discutere di politica, cultura e società.Così non è, e anzi, sappiamo tutti molto bene che, non solo questa mancanza di dialettica impoverisce noi come Partito, ma che i giovani, cioè il futuro, non hanno così il minimo interesse ad avvicinarsi alla politica.Il problema del ricambio generazionale credo che sia il problema cardine del Partito, almeno in questa zona: pochi giovani significa non solo allarmistiche prospettive per il futuro, ma anche impoverimento nel presente.La festa di Argelato non fa nulla in tal senso, non muove un dito per avvicinare qualcuno al di sotto dei 30 anni, e io lo trovo gravissimo.Nonostante i nostri sforzi, gli stand vengono gestiti da persone armai di una certa età, per lo più: persone in gamba senza i quali la festa non potrebbe essere nemmeno montata, ma che non hanno la possibilità di trasmettere le loro conoscenze a nessuno, oltre alla fatica fisica che fanno. E’ vero quindi che la festa è prima di tutto dei compagni anziani, ma così si ricade in un circolo vizioso: non dare spazio ai giovani, per riceverne in fututo, è sbagliato, si mette così un’ipoteca pesante sulla festa, oltre che sul Partito. La politica attira i giovani, le idee, le iniziative a tema.Ma come si può organizzare una inizitiva senza un minimo di aiuto e con l’orchestra che suona sul palco alle tue spalle, dandoti così l’impossibilità di parlare con la gente?A livello organizativo, altri problemi affliggono la festa: spreco inutile di risorse in abitudini che nel 2003 possono essere ormai considerate sorpassate, come quella delle tovaglie e tovaglioli di stoffa, tanto per fare solo un esempio. In pizzeria ho notato tovagliette di carta belle e pratiche, non mi è sembrato che la gente abbia protestato in nessun modo.Ho notato anche che molti compagni hanno difficoltà a nuoversi da un stand all’altro, rimanendo legati al proprio come se si trattasse di una casa o di una proprietà. Io ho cambiato stand quest’anno perchè c’era necessità di farlo, e non solo ho scoperto nei lavoranti allo stand del pesce delle persone validissime e accoglienti, ma ho imparato come viene gestito uno lavoro come quello, utilizzando poi in parte questa esperienza alla Festa Nazionale di Bologna.

Non sono pessimista, ma realista.

Se le cose non cambieranno potremmo dire addio a Villa Betrice nel giro di qualche anno.Ma è possibile che il più grande Partito della Sinistra italiana, che organizza da decine di anni le più numerose e importanti feste popolari del paese,non riesca a “riconvertirsi”, che abbia così paura del cambio generazionale, che non sappia coinvolgere nuove forze?Io credo che debba e possa farcela, che non abbia alternative: le idee ci sono, le proposte anche, possibile che non siamo in grado di creare un coinvoolgimento nuovo?La festa di Villa Beatrice fa parte della nostra tradizione, è archetipo dei nostri valori, funge da calamita verso cui converge il lavoro di tante persone. Lasciarla  morire significa lasciar morire un pezzo di noi, un pezzo di storia. E sopratutto gettare nel vento, forse, il futuro del Partito stesso.

Barbara Bini




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