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LAVORO, DIRITTI E TUTELE
di Argomenti On-Line  16/11/2003


Elio Bini Segretario D.S. Bentivoglio

Oggi il lavoro e’ cambiato ed e’ in continua evoluzione, introdurre flessibilita’ nell’organizzazione del lavoro e’ una necessita’. La flessibilita’ non puo’ essere unilaterale, cioe’ decisa dal datore di lavoro, ma concordata con i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Esistono nuovi lavori che danno vita a situazioni particolari, diverse le une dalle altre alcuni sono stabili, altri sono temporanei. C’e’ chi lavora a tempo pieno, chi lavora a tempo indeterminato, chi a termine o con impegno temporaneo tramite un’agenzia di lavoro interinale,  e chi con contratti

di collaborazione coordinata e continuativa. La competitività del nostro  sistema economico e finanziario non si puo’ ottenere riducendo i costi e limitando i diritti. La riforma del mercato di lavoro varato dal governo Berlusconi alla fine di Luglio conferma quest’impostazione: moltiplicazione delle tipologie contrattuali, meno diritti per i lavoratori piu’ deboli, piu’ strumenti a disposizione dell’impresa per  sfruttare legalmente la forza lavoro. Un duro colpo viene assestato anche alla rappresentanza collettiva, non solo perche’ la contro-riforma punta sui rapporti di lavoro individuali, ma anche perché il sindacato viene chiamato ad un ruolo decisamente consociativo: attraverso gli Enti Bilaterali che si adopereranno nell’applicare le regole insieme alla controparte datoriale, rinunciando in parte a rappresentare gli interessi dei lavoratori.

Diciamo pertanto si alla flessibilita’ no alla precarieta’, e pensiamo che il lavoro a tempo indeterminato, resti in Italia e in Europa, il modello da privilegiare e incentivare.

Su circa ventuno milioni di occupati in Italia, meno della meta’ sono coloro che godono delle garanzie dello statuto dei lavoratori.

La domanda che ci poniamo e poniamo è: quali sono gli strumenti da mettere in campo per garantire i diritti e le tutele ai lavoratori che non li hanno?

Crediamo che la risposta possa essere la Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori: un progetto di legge dell’Ulivo strettamente legato ai principi della nostra Costituzione, che da attuazione alla Carta Europea di Nizza del Dicembre 2000.

La Carta dei diritti non sostituisce ma integra lo Statuto dei lavoratori del 1970. Essa mette al centro il riconoscimento dei diritti fondamentali e universali di tutte le donne e gli uomini che lavorano. A secondo del lavoro svolto (subordinato, dipendente, autonomo), delle modalita’ e dei vincoli delle prestazioni, e’ necessario predisporre un sistema dei diritti che tenga conto delle differenze e sappia dare risposte alle esigenze specifiche dei vari lavori che caratterizzano il mondo attuale. Modulare non significa abbassare i modelli di garanzia a chi svolge un lavoro subordinato o una protezione minore per chi svolge un lavoro economicamente dipendente o un lavoro autonomo.

Modulare i diritti significa offrire le stesse tutele a tutti, considerando le differenze esistenti nel mercato del lavoro.

Questa è una riforma necessaria e importante, la sosterremo con convinzione e riteniamo anche importante che l’Ulivo abbia impedito a Tremonti, la decurtazione delle liquidazioni impedendo l’aumento della loro tassazione dal 18% al 23%.


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