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IL BILANCIO DEL COMUNE NEL 2006
di Argomenti On-Line  16/03/2006


di M. Francesca Caniato - Ass. Bilancio Comune di S. Giorgio di Piano

Nel descrivere i contenuti del bilancio di previsione per il 2006 è utile effettuare un confronto con quanto previsto e realizzato nel 2005, un anno particolarmente favorevole grazie a due aspetti: il potenziamento di servizi ritenuti essenziali per lo sviluppo ed il benessere della nostra comunità e la disponibilità delle risorse.
Ciò si è tradotto in particolare nel potenziamento dei servizi per l’infanzia ed in un notevole sforzo finanziario a favore delle manutenzioni al patrimonio e alle infrastrutture pubbliche, mantenendo di fatto inalterata la pressione fiscale e non ritoccando la contribuzione dei cittadini all’erogazione dei servizi. E’ per questi motivi che l’obiettivo dell’amministrazione è stato quello di fare una proposta di bilancio per il 2006, che potesse riprodurre i dati positivi dell’anno da poco concluso.

I trasferimenti principali dallo Stato sono stati confermati nel loro importo costante ormai da anni, anche se il tasso di compartecipazione IRPEF è fermo, nonostante il rilevante tasso di crescita della popolazione di San Giorgio ed il conseguente aumento del livello del reddito prodotto; ricordo il taglio del 50% del fondo sociale (da un miliardo di euro a 500 milioni), che per noi si è tradotto in una minore entrata di alcune decine di migliaia di euro.
Per quanto riguarda il patto di stabilità, che impone ai comuni una soglia massima di spesa, nel 2005 non abbiamo avuto problemi, mentre il patto di stabilità per l’anno 2006 è per noi molto sfavorevole. Ciò mi dà l’occasione per fare qualche osservazione. La prima riguarda l’impossibilità di conoscere con sufficiente anticipo i limiti imposti dal patto tramite la legge finanziaria statale, infatti abbiamo avuto un’idea più precisa delle limitazioni a cui siamo soggetti molto tardi rispetto ai tempi di predisposizione del bilancio e, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale sulla prima versione della finanziaria, i vincoli si sono ulteriormente irrigiditi. Questa tempistica e soprattutto la mancanza di concertazione con le autonomie locali impedisce agli enti di potere fare una sana programmazione amministrativa e finanziaria della attività, cosa che invece è suggerita dalle regole più elementari dell’economia!
La seconda osservazione attiene alle modalità di calcolo dei limiti del patto. Negli ultimi anni il patto di stabilità imposto dal Governo agisce solo imponendo un limite alla spesa e per individuare la soglia massima si prende a riferimento, a seconda della finanziaria di competenza, la spesa o la media della spesa sostenuta dal Comune in uno o più anni precedenti. La critica a questo meccanismo è il fatto che la spesa sostenuta da un Comune in un certo anno o periodo, può dipendere da circostanze molto diverse e non sempre legate alla sua discrezionalità. L’anno scelto dal Governo come riferimento per la spesa del 2006 è il 2004, che per il nostro Comune fu un anno sfavorevole, perché aveva un basso livello di spesa. Ne segue che per il 2006 noi siamo vincolati ad un anno caratterizzato da un abbassamento della spesa. Si può allora evidenziare la casualità con cui il patto può essere più o meno sfavorevole per un’amministrazione, mentre in realtà dovrebbe essere un meccanismo razionale e concordato con le autonomie locali, perché queste concorrano effettivamente al risanamento dei conti pubblici.
Purtroppo anche quest’anno il Governo è tornato a correggere le disposizioni già definite per il 2006 e per il 2007 del patto di stabilità. È da sottolineare il fatto che fino al 31 dicembre 2005 abbiamo rispettato il patto di stabilità e poi, improvvisamente, ci troviamo fuori dai parametri di legge. E’ come un giocatore che improvvisamente si trova fuori gioco perché sono cambiate le regole.

Tutto questo si traduce in cifre. La spesa corrente che come amministrazione comunale intendiamo proporre per il 2006 è prossima a quella del 2005, ma le modalità di calcolo del patto di stabilità ci imporrebbero una riduzione della spesa corrente di circa 750 mila euro e della spesa per il personale di circa 180 mila euro. Il carico fiscale per le famiglie rimane inalterato rispetto al 2005 ed al 2004 e non vi si saranno significative variazioni delle tariffe dei servizi.

Tra le novità principali vi sono l’avvio di una ulteriore sezione della scuola materna a partire dal mese di settembre, il potenziamento del servizio dell’assistenza domiciliare, tenendo conto del fatto che per gran parte dei servizi alla persona si registra infatti un aumento decisivo della domanda, non solo per quanto riguarda l’infanzia, ma anche per ciò che riguarda la popolazione anziana. Rispetto alle manutenzioni, viene mantenuto il livello delle manutenzioni ordinarie già consolidato nel 2005 rispetto al 2004. Vi sarà invece un incremento delle manutenzioni straordinarie, accanto alla progettazione di nuove opere pubbliche.




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