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RELAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2006
di Insieme per San Giorgio  30/03/2006


Giudicare un bilancio è sempre un operazione complessa e facilmente strumentalizzabile. Regolarmente ci si trova di fronte ...

...  ad una maggioranza proponente che ne approva i contenuti e una minoranza che li contesta.

Questo nostro nuovo bilancio previsionale 2006 ha in partenza un gap che renderebbe immediatamente attaccabile la maggioranza.

Il motivo è a tutti noto. Quest’anno il nostro Comune (unico del territorio della Reno Galliera) non rispetterà il patto di stabilità.

La cifra di non rispetto è considerevole quasi 800.000 euro.

Come lista civica IPSG ci siamo da subito allarmati per tale sforamento e le 2 commissioni realizzate per la conoscenza e l’approfondimento del bilancio sono state chiare ed esaustive sui contenuti del bilancio medesimo e anche sulle previsioni per i 2 anni successivi. A tale proposito ringraziamo l’Assessore Francesca Caniato, tutti i componenti della commissione, la dirigente dell’area finanziaria ed il suo ufficio e i due revisori dei conti per il lavoro svolto e la disponibilità riservataci.

L’assessore ci ha questa sera descritto le motivazioni che hanno portato l’Amministrazione al non raggiungimento del patto di stabilità. Motivazioni che ben comprendiamo se guardate asetticamente sui soli numeri di quest’anno.

Ma, come spesso ricordiamo, un bilancio, come una qualsiasi altra decisione comunale sono figli di un percorso non solo amministrativo, ma, anche politico. Ed è su quest’ultimo aspetto che noi vorremmo concentrare questa nostra esposizione per comprendere e far comprendere appieno la nostra posizione.


Il problema di base esiste. La finanziaria ha preso in esame un anno (il 2004) che vedeva il nostro Comune senza le entrate (circa 700.000 euro) dalla raccolta dei rifiuti, che fin dal 2003 erano stati esternalizzati ad Hera.

Non è colpa di nessuno, tanto meno dello Stato e del Legislatore che – ovviamente – non può basare il proprio lavoro e le sue decisioni che (ricordiamocelo sempre) sono sempre più figlie dell’Europa che ci impone determinate scelte e che ha condiviso la finanziaria 2006. Vale oggi come varrà sempre più domani!

Il gettito Statale è oramai poco significativo sul nostro bilancio. Il valore oggi del trasferimento è del 5% sul bilancio delle entrate complessive. Quindi siamo già da tempo in condizione di un federalismo reale.

Analizziamo quindi il bilancio, ma facciamolo sulle scelte politiche che l’attuale maggioranza di centro/sinistra ha intrapreso da un decennio a questa parte.

La maggioranza ha chiaramente scommesso sull’immobiliare. Sia esso terziario che residenziale. Abbiamo infatti assistito ad una espansione, per molti aspetti da noi fortemente criticata, basata sull’aumento di un residenziale che ha portato un incremento della popolazione negli ultimi 10 anni da 5.700 a quasi 7.000 abitanti.

Il nostro Gruppo contestò non tanto l’incremento di popolazione, ma l’aver deciso di incrementarla, senza prima adeguare i servizi per tale crescita. Uno fra tutti fu (e oggi lo paghiamo ancora) l’inadeguatezza delle strutture scolastiche, incapaci di soddisfare le crescenti esigenze della nostra comunità.

Non è un mistero affermare come il prossimo anno scolastico sarà molto problematico per ricavare tutte le aule necessarie a garantire il servizio di insegnamento elementare e medie inferiori. A tale proposito ci siamo visti costretti ad utilizzare locali del plesso elementare destinati a depositi e magazzini. Parlo delle vecchie cucine e dell’interrato. Nel Terzo Millennio, non possiamo considerare questo un fiore all’occhiello della nostra Amministrazione.

Non parliamo poi dell’inadeguatezza del recente complesso delle medie che già da quest’anno ha costretto la direzione scolastica a riutilizzare la vecchia struttura.

Molti soldi spesi per un risultato molto al di sotto delle necessità!

Ora chiediamo ufficialmente che si inizi a pensare seriamente ad un nuovo plesso scolastico.


Varammo nell’anno 2000 un PRG che ancora prima di partire è stato variato più volte nei suoi contenuti. Si sono prese delle decisioni di un certo tipo di sviluppo del terziario spesso inadatto al territorio e alla qualità architettonica che il nostro Comune esprimeva.

Sono infatti state concesse costruzioni non consone al contesto, di cui vi sono anche esempi di capannoni attigui al centro storico bloccati al grezzo e poco rappresentativi come benvenuto nel nostro Comune.

Quindi si è puntato sull’immobiliare perché lo stesso ha portato linfa vitale alle casse comunali, le quali hanno sempre destinato un buon 50% degli oneri alla copertura della spesa corrente, quando gli stessi dovrebbero servire al solo capitolo investimenti.

Ci è stato sempre detto che non si poteva fare altrimenti per garantire i servizi alla cittadinanza. Ma era tutto così necessario? Nulla poteva essere rivisto e rinegoziato? A più riprese avevamo detto alla maggioranza negli anni passati di stare attenti a consulenze e a non sottoscrivere contratti di lungo periodo (anche 5 anni), ma non fummo ascoltati, ed oggi ne paghiamo le conseguenze.

Oggi l’immobiliare, soprattutto quello del terziario, sta vivendo un ovvio periodo di stasi e subito si vedono i risultati sulle nostre entrate.

Dobbiamo tenere conto che un buon introito di oneri l’abbiamo avuto dall’ampliamento del Mercatone Uno. Ma, ci e vi chiediamo, a quale costo?

L’immobile ha un impatto ambientale importante sul territorio. Come lo sarà anche sempre ambientalmente parlando il prossimo aumento verticale dell’inquinamento da TIR che si riverseranno sul nostro Comune e per l’aumento della pericolosità del transito dei tanti mezzi pesanti sulla Galliera. Ciò significherà anche un aumento del rischio di incidenti e di intasamento del già saturo traffico sulla nostra Provinciale. Adesso già si parla di un ulteriore aumento di altri 30.000 mq. che porterebbero l’attuale struttura a circa 100.000 mq. compreso l’attuale sede.

Chiediamo fin d’ora a questo Consiglio di porre grande attenzione a non correre il rischio di essere noi costretti ad accettare per forza, per non venire meno all’importante introito da nuovi oneri e per non rischiare di divenire noi come San Giorgio di Piano la frazione del Mercatone Uno! Il rischio esiste ed è molto elevato. Siamo altresì convinti che la scelta usata dalla proprietà di chiedere un primo ampliamento di 35.000 mq. e a poca distanza un secondo aumento di pari metratura sia stata congeniata per ottenere tutta la superficie a loro necessaria.

Non siamo contro alla crescita industriale, terziaria e residenziale del nostro Comune, ma chiediamo che ciò avvenga nel rispetto del nostro territorio e della nostra cittadinanza che ha scelto San Giorgio di Piano come luogo dove vivere con le proprie famiglie.

Dichiarammo più volte in questi anni la nostra contrarietà a spese che l’Amministrazione ha fatto, come quella del Centro Giovani, che – nei fatti – non ha mai dato quei risultati promessi.

Oggi noi ribadiamo che quella scelta va assolutamente rivista. E anche se il  costo di 50.000 euro all’anno non determina direttamente la fuoriuscita dal patto di stabilità, non averlo determinerebbe invece un minore esborso del Comune e quindi un ammanco minore a fronte di altre spese da sostenere.

Così come è oggi, il Centro Giovani quasi a nulla serve per gli scopi che si era preposto (lo dicono anche molti giovani che hanno vissuto quella realtà) e bisognerebbe avere il coraggio di chiuderlo e ripensarlo. Il problema dei giovani è complesso, ma va visto in un ambito molto più ampio di singole scelte dettate più da motivi politici che reali.

Si possono fare molti altri esempi che devono far riflettere sulla necessità di oculatezza della spesa pubblica. Ben venga quindi oggi una maggiore snellezza per le consulenze. Chiediamo però una maggiore attenzione su spese che potevano, per noi, essere evitate. Pensiamo al corso sulla comunicazione per un valore di 12.000 euro. Ad un importante aumento delle spese di toner colore. L’ultima delibera era di 4.000 euro. È così necessario che tutti gli uffici e tutte le postazioni stampino a colori?

Chiediamo una riflessione maggiore sul secondo titolo degli investimenti come gli eventuali restauri dei quadri e dei nuovi arredi. Questo non perché non siano necessari, ma vista la situazione contestuale economica, potremmo rimandarli ad un prossimo esercizio.

Una buona amministrazione pubblica deve seguire ciò che normalmente viene fatto in ogni casa e in ogni azienda privata e cioè:

si spende su ciò che si può e non su ciò che non si ha!

Ma riteniamo, che una parte centrale di questo nostro ragionamento debba essere riservata ad una causa che ha determinato questo sforamento.

Stiamo parlando di un importante aumento della spesa corrente.

Nel 2004 era di 5.252.284 euro. Nel 2005 (a parità di servizi erogati) è passata a 6.150.984 euro. Con un aumento in un anno del 17%, pari a circa 900.000 euro di cui ovviamente mancano le relative entrate.

Ciò conferma quanto abbiamo appena asserito.

È aumentata considerevolmente la spesa a fronte di una entrata che è rimasta costante.

Forse anche questo importante parametro ci porta ad essere un Comune poco virtuoso, facendoci così rientrare nella percentuale dell’8%, anziché in quella del 6,5% di ricalcolo della finanziaria sull’anno 2004.

Per questo chiediamo che prima di aumentare la spesa si debba esaminare con attenzione l’entrata. Il rischio è il disavanzo e una carenza di cassa.

L’Assessore ritiene di poter effettuare per il 2006 un recupero ICI di 180.000 euro sugli immobili ex rurali per circa € 140.000 grazie alle possibilità della finanziaria 2005. Lo speriamo e contiamo di vedere i risultati già dal prossimo bilancio assestato.

Chiediamo però un maggiore controllo sullo stato di insolvenze verso il Comune, dove abbiamo anche riscontrato una certa leggerezza nell’ufficio tecnico per la verifica di pagamenti riferiti a rateizzazioni da oneri.

Un caso specifico ha visto il nostro Comune in credito di oltre 30.000 euro non sollecitati per ben 2 anni a questa parte. Chiediamo che ciò non avvenga più e che ai morosi siano applicati gli interessi bancari che il nostro Comune paga per far fronte ai propri pagamenti.

Chiediamo una nuova discussione sull’ISEE, poiché si è verificato come gli stessi non sono parametri corretti e spesso vengono aggirati a scapito di chi ha invece un reale bisogno.

Siamo preoccupati per un indebitamento  che dai quasi 5 milioni di euro del 2004 passerà ai 10 milioni del 2008. Mentre anche la percentuale degli interessi passivi aumenta del 16% dal 2004 a oggi.

Vorremo presto discutere il piano delle alienazioni di beni comunali che per il prossimo triennio ammontano a 2.443.000 euro. Ottenere introiti corretti e non svendere il proprio patrimonio come è avvenuto anche nel recente passato.

Osserviamo positivamente che non vi sia una modifica alle aliquote locali, anche perché in diversi casi sono già da anni al massimo di legge.

Sulla eventuale scelta di creazione di una istituzione per i servizi scolastici e culturali vogliamo approfondire meglio il progetto.


Pertanto e per i motivi oggi qui dichiarati, esprimiamo parere negativo a questo bilancio preventivo 2006 e annunciamo il nostro voto contrario.

Chiediamo all’Assessore Caniato e all’Amministrazione di fare quanto è nelle nostre possibilità per poter rientrare nel patto durante i prossimi mesi razionalizzando le spese.

Chiediamo di porre grande attenzione sulle prossime scelte politiche come quelle sull’urbanistica. Di non essere dipendenti dal mercato immobiliare, ma di sviluppare insieme scelte che portino più autonomia alle casse comunali. Il tutto sempre nel rispetto del territorio e dei nostri concittadini.


Lista Civica “Insieme per San Giorgio”
Il Capogruppo
Roberto Mugavero



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