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6) IN BICI SANITAS
di Santino Zorzino  05/05/2006


Andare in bicicletta è tutta salute, se rispettiamo il codice della strada, e se la strada rispetta i ciclisti.

Ieri l'amico Geometra mi ha promesso una sorpresa, "una piacevole sorpresa" ha detto.
Mi ha accompagnato in Via Gramsci, insieme siamo entrati nel cortile della scuola, poi tutto radioso si è rivolto verso me ed ha esclamato:
ecco ci siamo, guarda che bella veduta che abbiamo davanti!
Sul momento non ho capito a cosa si riferiva: di fronte c'era la solita vecchia scuola, un po' cambiata per via di quei lunghi scivoli di accesso, c'erano alcune rastrelliere piene di biciclette che avevano preso disordinatamente d'assalto il muro vicino, e nient'altro di diverso dal solito panorama di tutti i giorni. Nessuna persona era presente. Allora ho tentato  di indovinare dicendo: ah, è ancora bella la nostra scuola, sono stati proprio bravi a realizzare un edificio che sembra sempre moderno... e lui mi ha quasi interrotto con:
guarda che non mi riferisco alla scuola, bensì alle tante biciclette che stanno di fronte a noi, sono un incoraggiante segnale di progresso, quello vero.
La bicicletta è quanto di meglio offra la genialità della mente umana in fatto di locomozione, è un mezzo di trasporto rivoluzionario che più passa il tempo e più conferma di esserlo...
E mi ha fatto un'elegia della bicicletta così convincente, che se fossi stato un camionista avrei venduto il camion per comprare un triciclo con cassonetto per trasporto merci, come quelli che usavano cinquant'anni fa.
Poi ci siamo incamminati verso l'uscita, e allora sono cominciate le note dolenti.
Prima di descriverle vorrei spendere alcune parole per parlare dell'amico Geometra.
Potrà sembrare una persona puntigliosa, troppo precisa, quasi maniacale, ma non è così.
Si sa che c'è chi nasce Geometra, e chi lo diventa. Lui è tra i primi, e proprio per  questo motivo il suo nome va scritto con l'iniziale maiuscola.
Si sa che la geometria è una scienza esatta, dove un triangolo ha sempre e solamente tre angoli la cui somma fa centottanta gradi, come la matematica, sua sorella maggiore, dove due più due fa quattro. Ecco da dove deriva la sua scrupolosa precisione nelle osservazioni, non c'è nessuna ostinazione contro qualcuno, è soltanto l'espressione della sua componente caratteriale razionale e geometrica.
E dopo questa doverosa parentesi passo alle note dolenti che mi ha elencato.
Appena messo piede su Via Gramsci salta subito agli occhi la mancanza di segnaletica orizzontale, fatta eccezione per le righe che delimitano la sosta dello scuolabus. Sebbene ci siano tanti ragazzi che utilizzano la bici non è stato ritenuto utile tracciare un percorso ciclabile che si raccordi con quello di Piazza Trento Trieste e con Via Garibaldi, dove recentemente è stata realizzata la pista pedonale/ciclabile.
Nonostante l'allargamento della strada e la riasfaltatura eseguita nel settembre scorso non c'è alcuna indicazione segnaletica, tanto che ormai è diffusa la pessima abitudine di parcheggiare contromano nel tratto iniziale della via, in una posizione estremamente pericolosa a ridosso dell'incrocio, dove precedentemente c'era segnalato con righe trasversali il divieto di sosta.
Se giustamente si vuole insegnare ai ragazzi l'educazione stradale, sarebbe opportuno dimostrare con l'esempio che, oltre al comportamento dei cittadini, è importante il rispetto della sicurezza stradale da parte di chi è tenuto a garantirla con gli opportuni interventi.
 
Fine delle note dolenti dell'amico Geometra; ora passo la parola ad Abelardo che è rimasto favorevolmente sorpreso dalla diffusione delle bici e vuole onorare i giovani ciclisti e pedoni con la composizione: "a piedi o in bici, per essere felici".


"Dimmi con cosa vai,
e ti dirò chi sei",
è un detto sempre attuale
che ha questa morale:
se vai a piedi sei un dotato,
se vai in auto sei smidollato,
se vai in bici sei un ardito,
se vai in moto sei rammollito.


Il tempo è scaduto, perciò vi saluto.


 




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