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IL NUOVO SEGRETARIO, MI PRESENTO...
di Argomenti On-Line  06/06/2006


di Michele Annarelli - Segretario DS S. Giorgio di Piano

Mi chiamo Michele Annarelli, ho 41 anni, sono di origini pugliesi, sono sposato e padre di una bimba di 9 anni. Lavoro come operaio alla Reagens Spa di San Giorgio di Piano e sono residente nel bolognese dal 1996.
Ho aderito ai DS nel 2002 perche’ volevo contribuire alla vita politica e sociale della cittadina in cui risiedo.
Politicamente non sono di “primo pelo”, in quanto nella mia città di origine (Foggia) sono stato per dieci anni un attivista del Psi, lavorando sopratutto nell’ambito dell’organizzazione delle campagne elettorali.
Il percorso politico e sociale avuto nei DS, mi ha arricchito di valori umani, morali e solidali, conosciuti grazie agli incarichi avuti nelle varie iniziative: tesseramento, feste de l’unità, campagne elettorali e congressi. Grazie a queste opportunità ho potuto conoscere ed apprezzare le capacità delle compagne e dei compagni e condividere lo spirito altruistico, solidale e umano che contraddistingue il nostro partito. Il fatto che il partito mi abbia chiesto la disponibilità a ricoprire l’incarico di segretario è un motivo di orgoglio, ma sono consapevole dell’importanza che questo incarico comporta e quindi vi esprimo le mie convinzioni: è mia abitudine non soffermarmi alla semplice gestione delle attività, qualsiasi esse siano. Cercherò di aumentare, ampliare e ottimizzare quelle che sono le prerogative politiche e sociali del partito, facendo passare il tutto attraverso una seria programmazione, condivisa con tutti i compagni.
Da qui alle prossime elezioni amministrative del nostro comune, che si terranno nel giugno del 2009, ci sono tre anni di tempo per poter aprire il partito a nuove persone che abbiano voglia di collaborare in modo concreto. In questo senso l’invito è rivolto anche ai giovani, con i quali auspico si inizi un dialogo che porti ad un loro coinvolgimento nelle varie attività di partito, con iniziative adeguate ad evidenziare le loro idee e progetti.
Per realizzare questo coinvolgimento chiedo il contributo determinante dei compagni di più lunga militanza, che restano il punto fermo e determinante nello svolgimento delle iniziative del nostro partito.
Imminente iniziativa: il REFERENDUM.
Il 25 e 26 giugno saremo chiamati ad abrogare l’ennesima riforma fatta a colpi di maggioranza dalla CDL.
Il testo costituzionale voluto dal Centrodestra mette anche in discussione la parità dei diritti nel campo dell’assistenza sanitaria, delineando un modello basato su 20 sistemi regionali diversi, che naturalmente non potrebbero essere tutti funzionali allo stesso modo, il che amplierà le già evidenti disuguaglianze.
Questo è uno dei tanti motivi per dire NO a questa riforma! Chiediamo a tutti, sia a coloro che hanno votato a sinistra che a quelli che hanno votato a destra, di evitare questo pasticcio!Mi chiamo Michele Annarelli, ho 41 anni, sono di origini pugliesi, sono sposato e padre di una bimba di 9 anni. Lavoro come operaio alla Reagens Spa di San Giorgio di Piano e sono residente nel bolognese dal 1996.
Ho aderito ai DS nel 2002 perche’ volevo contribuire alla vita politica e sociale della cittadina in cui risiedo.
Politicamente non sono di “primo pelo”, in quanto nella mia città di origine (Foggia) sono stato per dieci anni un attivista del Psi, lavorando sopratutto nell’ambito dell’organizzazione delle campagne elettorali.
Il percorso politico e sociale avuto nei DS, mi ha arricchito di valori umani, morali e solidali, conosciuti grazie agli incarichi avuti nelle varie iniziative: tesseramento, feste de l’unità, campagne elettorali e congressi. Grazie a queste opportunità ho potuto conoscere ed apprezzare le capacità delle compagne e dei compagni e condividere lo spirito altruistico, solidale e umano che contraddistingue il nostro partito. Il fatto che il partito mi abbia chiesto la disponibilità a ricoprire l’incarico di segretario è un motivo di orgoglio, ma sono consapevole dell’importanza che questo incarico comporta e quindi vi esprimo le mie convinzioni: è mia abitudine non soffermarmi alla semplice gestione delle attività, qualsiasi esse siano. Cercherò di aumentare, ampliare e ottimizzare quelle che sono le prerogative politiche e sociali del partito, facendo passare il tutto attraverso una seria programmazione, condivisa con tutti i compagni.
Da qui alle prossime elezioni amministrative del nostro comune, che si terranno nel giugno del 2009, ci sono tre anni di tempo per poter aprire il partito a nuove persone che abbiano voglia di collaborare in modo concreto. In questo senso l’invito è rivolto anche ai giovani, con i quali auspico si inizi un dialogo che porti ad un loro coinvolgimento nelle varie attività di partito, con iniziative adeguate ad evidenziare le loro idee e progetti.
Per realizzare questo coinvolgimento chiedo il contributo determinante dei compagni di più lunga militanza, che restano il punto fermo e determinante nello svolgimento delle iniziative del nostro partito.
Imminente iniziativa: il REFERENDUM.
Il 25 e 26 giugno saremo chiamati ad abrogare l’ennesima riforma fatta a colpi di maggioranza dalla CDL.
Il testo costituzionale voluto dal Centrodestra mette anche in discussione la parità dei diritti nel campo dell’assistenza sanitaria, delineando un modello basato su 20 sistemi regionali diversi, che naturalmente non potrebbero essere tutti funzionali allo stesso modo, il che amplierà le già evidenti disuguaglianze.
Questo è uno dei tanti motivi per dire NO a questa riforma! Chiediamo a tutti, sia a coloro che hanno votato a sinistra che a quelli che hanno votato a destra, di evitare questo pasticcio!
Il nostro NO non è viziato dal pregiudizio ma è un NO che risponde all’esigenza di bocciare una brutta modifica istituzionale.
Anche noi avvertiamo la necessità di un adeguamento della costituzione,ma un conto è adeguare la costituzione alle esigenze di modernità un altro è farne carta straccia.
Insieme agli altri partiti dell’Unione abbiamo costituito il comitato “SALVIAMO LA COSTITUZIONE” per il NO e in questo numero di Argomenti troverete il volantino di un’iniziativa particolare: la fiaccolata di mercoledì 21 giugno. Vi aspettiamo numerosi, per dire tutti insieme un chiaro e forte NO ad una riforma separatista e neocentralista!
Prossimo obbiettivo: il NUOVO PROGETTO POLITICO.
Tra gli importanti temi che ci troveremo ad affrontare a breve, ci sarà quello del PARTITO DEMOCRATICO o DELL’ULIVO. Questo nuovo soggetto politico non deve formarsi solo all’insegna dell’unione di più partiti politici, ma deve essere un processo di aggregazione che deve partire dal basso: dagli iscritti ai partiti, dal popolo delle primarie e da quella società civile che votando alla Camera il simbolo dell’Ulivo, ha inteso premiare una formazione politica che non è solo la somma di più partiti.
Personalmente penso che il nuovo soggetto politico che sta nascendo sia politicamente credibile, ma non per questo di facile attuazione, unire forze,culture e tradizioni diverse è sempre difficile e spingere la lista dell’ulivo verso un nuovo partito vuol dire anzitutto utilizzarla per sciogliere il nodo delle appartenenze culturali.
Unire le forze è necessario prima di tutto per lavorare insieme ad innovare cultura e progettualità del Riformismo Democratico. Quindi uniti ma sempre nel rispetto delle proprie idee e dei propri valori.
La società civile che ha votato l’Ulivo è formata dalla più disparata tipologia di persone: pensionati, operai, imprenditori e tanti giovani. Tutte queste persone ci fanno sperare che l’avvio di questo processo di aggregazione sia una cosa giusta e vincente, quindi sta a noi cercare i modi e le formule giuste per poter dialogare con queste persone, che per alcuni versi non vogliono essere legati necessariamente a un partito politico. In questo senso si può capire parzialmente la differenza di più voti alla Camera, dove si votava per l’Ulivo, e la somma dei voti attribuiti al senato a DS, Margherita e Repubblicani Europei.
Chiudo questo articolo convinto che la “farina ideale” per dare la giusta amalgama sia costituita da tre ingredienti principali: la società civile,il popolo delle primarie e i giovani.
Altrettanto importante sarà lasciar fuori da questo progetto politico e sociale i personalismi e gli egoismi.Il nostro NO non è viziato dal pregiudizio ma è un NO che risponde all’esigenza di bocciare una brutta modifica istituzionale.
Anche noi avvertiamo la necessità di un adeguamento della costituzione,ma un conto è adeguare la costituzione alle esigenze di modernità un altro è farne carta straccia.
Insieme agli altri partiti dell’Unione abbiamo costituito il comitato “SALVIAMO LA COSTITUZIONE” per il NO e in questo numero di Argomenti troverete il volantino di un’iniziativa particolare: la fiaccolata di mercoledì 21 giugno. Vi aspettiamo numerosi, per dire tutti insieme un chiaro e forte NO ad una riforma separatista e neocentralista!
Prossimo obbiettivo: il NUOVO PROGETTO POLITICO.
Tra gli importanti temi che ci troveremo ad affrontare a breve, ci sarà quello del PARTITO DEMOCRATICO o DELL’ULIVO. Questo nuovo soggetto politico non deve formarsi solo all’insegna dell’unione di più partiti politici, ma deve essere un processo di aggregazione che deve partire dal basso: dagli iscritti ai partiti, dal popolo delle primarie e da quella società civile che votando alla Camera il simbolo dell’Ulivo, ha inteso premiare una formazione politica che non è solo la somma di più partiti.
Personalmente penso che il nuovo soggetto politico che sta nascendo sia politicamente credibile, ma non per questo di facile attuazione, unire forze,culture e tradizioni diverse è sempre difficile e spingere la lista dell’ulivo verso un nuovo partito vuol dire anzitutto utilizzarla per sciogliere il nodo delle appartenenze culturali.
Unire le forze è necessario prima di tutto per lavorare insieme ad innovare cultura e progettualità del Riformismo Democratico. Quindi uniti ma sempre nel rispetto delle proprie idee e dei propri valori.
La società civile che ha votato l’Ulivo è formata dalla più disparata tipologia di persone: pensionati, operai, imprenditori e tanti giovani. Tutte queste persone ci fanno sperare che l’avvio di questo processo di aggregazione sia una cosa giusta e vincente, quindi sta a noi cercare i modi e le formule giuste per poter dialogare con queste persone, che per alcuni versi non vogliono essere legati necessariamente a un partito politico. In questo senso si può capire parzialmente la differenza di più voti alla Camera, dove si votava per l’Ulivo, e la somma dei voti attribuiti al senato a DS, Margherita e Repubblicani Europei.
Chiudo questo articolo convinto che la “farina ideale” per dare la giusta amalgama sia costituita da tre ingredienti principali: la società civile,il popolo delle primarie e i giovani.
Altrettanto importante sarà lasciar fuori da questo progetto politico e sociale i personalismi e gli egoismi.Il nostro NO non è viziato dal pregiudizio ma è un NO che risponde all’esigenza di bocciare una brutta modifica istituzionale.
Anche noi avvertiamo la necessità di un adeguamento della costituzione,ma un conto è adeguare la costituzione alle esigenze di modernità un altro è farne carta straccia.
Insieme agli altri partiti dell’Unione abbiamo costituito il comitato “SALVIAMO LA COSTITUZIONE” per il NO e in questo numero di Argomenti troverete il volantino di un’iniziativa particolare: la fiaccolata di mercoledì 21 giugno. Vi aspettiamo numerosi, per dire tutti insieme un chiaro e forte NO ad una riforma separatista e neocentralista!
Prossimo obbiettivo: il NUOVO PROGETTO POLITICO.
Tra gli importanti temi che ci troveremo ad affrontare a breve, ci sarà quello del PARTITO DEMOCRATICO o DELL’ULIVO. Questo nuovo soggetto politico non deve formarsi solo all’insegna dell’unione di più partiti politici, ma deve essere un processo di aggregazione che deve partire dal basso: dagli iscritti ai partiti, dal popolo delle primarie e da quella società civile che votando alla Camera il simbolo dell’Ulivo, ha inteso premiare una formazione politica che non è solo la somma di più partiti.
Personalmente penso che il nuovo soggetto politico che sta nascendo sia politicamente credibile, ma non per questo di facile attuazione, unire forze,culture e tradizioni diverse è sempre difficile e spingere la lista dell’ulivo verso un nuovo partito vuol dire anzitutto utilizzarla per sciogliere il nodo delle appartenenze culturali.
Unire le forze è necessario prima di tutto per lavorare insieme ad innovare cultura e progettualità del Riformismo Democratico. Quindi uniti ma sempre nel rispetto delle proprie idee e dei propri valori.
La società civile che ha votato l’Ulivo è formata dalla più disparata tipologia di persone: pensionati, operai, imprenditori e tanti giovani. Tutte queste persone ci fanno sperare che l’avvio di questo processo di aggregazione sia una cosa giusta e vincente, quindi sta a noi cercare i modi e le formule giuste per poter dialogare con queste persone, che per alcuni versi non vogliono essere legati necessariamente a un partito politico. In questo senso si può capire parzialmente la differenza di più voti alla Camera, dove si votava per l’Ulivo, e la somma dei voti attribuiti al senato a DS, Margherita e Repubblicani Europei.
Chiudo questo articolo convinto che la “farina ideale” per dare la giusta amalgama sia costituita da tre ingredienti principali: la società civile,il popolo delle primarie e i giovani.
Altrettanto importante sarà lasciar fuori da questo progetto politico e sociale i personalismi e gli egoismi.


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