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LA MATTANZA CONTINUA NELLA PIANURA BOLOGNESE
di WWF   08/02/2007


BOCCONI AVVELENATI E LACCI NELL’OASI WWF DI BENTIVOGLIO - Nell’Oasi WWF dell’ex risaia di Bentivoglio e San Pietro in Casale, nell’ultima settimana, sono state trovate morte ....

Nell’Oasi WWF dell’ex risaia di Bentivoglio e San Pietro in Casale, nell’ultima settimana, sono state trovate morte otto poiane e due gheppi (e chissà quanti altri animali morti non sono stati rinvenuti), in territori limitrofi le Guardie Ecologiche Volontarie hanno rinvenuto quattro lacci e a San Giorgio di Piano sono stati trovati, in uno stesso luogo, quindici gatti morti avvelenati.

Come ogni anno, al termine della stagione di caccia, proprio quando i cacciatori cominciano a catturare i fagiani per poi portarli nelle zone di caccia, ricompaiono, puntuali come sempre, i portatori di morte con i loro bocconi avvelenati e i loro lacci. Evidentemente costoro ambiscono a restare gli unici “predatori” sulla faccia della terra e provvedono a eliminare tutti i concorrenti naturali.

La presenza di volpi ed altri carnivori invece è utilissima perchè attraverso la selezione naturale evita il diffondersi di epidemie e la diffusione di animali malati, riducendo anche il numero di roditori e di altre specie animali, che senza i nemici naturali possono diventare in sovrannumero.

Con i bocconi avvelenati e i lacci vengono eliminati indiscriminatamente cani, gatti, carnivori selvatici ed anche specie rarissime sull’orlo dell’estinzione.

I responsabili di questi misfatti sono ormai ben conosciuti, perchè più di una volta sono stati visti circolare in zone dove, subito dopo, si sono trovati lacci, bocconi avvelenati ed animali morti; a volte sono stati denunciati, ma non essendo stati colti in flagrante, purtroppo sono stati assolti.

Anche questa volta non riusciamo a capire perchè gli amministratori pubblici e le forze dell’ordine non riescano a impedire il ripetersi di simili fatti.

Spesso Provincia e Comuni sembrano molto più sensibili alle esigenze del mondo venatorio, pronti ad esaudire qualsiasi loro richiesta.

Un controllo stretto ed efficace su queste deleterie forme di bracconaggio, come i bocconi avvelenati e i lacci, non è necessario soltanto per la protezione della fauna selvatica, ma è essenziale anche per garantire la sicurezza dei cittadini che vivono e frequentano le nostre campagne e soprattutto di chi, come i bambini, potrebbe inavvertitamente entrare in contatto con tali strumenti di morte.

Dobbiamo forse aspettare una gravissima ed eclatante tragedia per cominciare ad intervenire ?

WWF Italia
Sezione regionale Emilia Romagna



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