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24) RICORDO DI GIUSEPPE GARIBALDI
di Santino Zorzino  04/07/2007


A duecento anni dalla nascita

In questi giorni Abelardo mi ha ricordato il bicentenerio della nascita (4 luglio) di Giuseppe Garibaldi e mi ha proposto la lettura di due brani tratti da un vecchio libro di scuola che descrivono l'eroe dopo la conquista del Regno delle Due Sicilie.

" Vinta la battaglia del Volturno, mosse incontro a Vittorio Emanuele, giunto per via di terra col suo esercito che aveva liberato Umbria e Marche. Salutandolo re d'Italia, gli cedeva ogni comando. Poi si ritirava povero e solo, nella sua isola di Caprera".

" Semplice in atti e semplice in parole,
 chi della Patria cavalier si cinse
 dona tutto alla Patria e nulla vuole.
 E, con la man che l'inclita elsa strinse
 salpando Ei stesso l'àncora al suo legno,
 il Dittator che venne e vide e vinse,
 parte povero e solo, altro e ancor degno
 volo anelando alla sua ansia indoma
 di libertà. Liberator d'un regno,
 torna a Caprera sua, pensando a Roma".
Giovanni Marradi (1852-1922)

L'amico Geometra mi ha segnalato due coincidenze: la prima è che nel 2007 si celebrano anche i cent'anni dalla morte di Giosuè Carducci, e la seconda è che a San Giorgio via Carducci e via Garibaldi sono una il prolungamento dell'altra ed hanno le stesse caratteristiche, tanto da sembrare un'unica via. Pure nelle disgrazie assomigliano: mentre via Carducci subì l'affronto di una costruzione mai completata che da sessant'anni fa brutta mostra di sè, via Garibaldi è stata recentemente offesa da un incredibile palazzo troppo alto e informe per convivere dignitosamente con gli altri edifici.
Nelle piccole cose però si notano alcune differenze: la pista pedonale?ciclabile di via Garibaldi non è seganalata da alcun cartello, a differenza del tratto in via Carducci, e non raggiunge via Gramsci come sarebbe auspicabile, inoltre l'attraversamento stradale in corrispondenza della sala Trenti è privo delle strisce orizzontali (ben segnalato è invece l'attravesamento di fronte alla sede della C.G.I.L).
Dopo queste note torno a Garibaldi con un ricordo infantile che mi è sempre rimasto in mente.
Una volta chiesi a mio nonno perchè lo chiamavano eroe dei due mondi, e lui mi raccontò una storia.
< Devi sapere che Garibaldi fu un gran mangiapreti. Quando morì e andò nell'altro mondo si ritrovò all'inferno, ma lui, dopo tutto quello che aveva passato in vita, non aveva certo paura dei diavoli, anzi decise di liberare quel postaccio da tutti i demoni.
Per prima cosa si mise alla ricerca dei tanti garibaldini che lo avavano preceduto, con l'intenzione di ricomporre un piccolo esercito. Ma Dio che vede tutto, mandò un angelo per dissuaderlo, spiegandogli che i delinquenti sono la più grande minaccia alla libertà delle persone oneste e sarebbero fuggiti senza scontare la pena.
Garibaldi si convinse e rispose: obbedisco!
Fu così che Nostro Signore, apprezzando il coraggio e la sottomissione all'autorità divina, perdonò a Garibaldi l'anticlericalismo e lo prese con se in paradiso, dove trascorse l'eternità a coltivare fagioli in santa pace.>


Fine, ciao.  


 




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