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28) SEGNALI STRADALI e CARTELLI CASUALI
di Santino Zorzino  05/10/2007


In natura ed in strada i più deboli sono spesso maltrattati.

L'argomento di oggi è di quelli che stanno a cuore all'amico Geometra: la viabilità e la sicurezza stradale. Come "la lingua batte dove il dente duole", così questo tema torna spesso alla ribalta essendo negligentemente trascurato dalle autorità. Ne è l'esempio più evidente la mancanza di un attraversamento protetto sulla strada provinciale Centese, nell'area residenziale di via Pasolini, in corrispondenza della fermata del bus ed a servizio della pista ciclabile che collega Argelato da un lato, e la zona industriale dall'altro.
Durante un'escursione per le vie del paese l'amico Geometra mi ha mostrato quante situazioni irrazionali ci siano nei cartelli stradali che riguardano i ciclisti ed i pedoni.
Innanzi tutto mi ha spiegato brevemente cosa rappresentano i tre segnali riportati qui sopra. Ognuno ha un significato ben preciso: dove c'è il pedone possono circolare solo i pedoni, dove c'è la bici solo i ciclisti, e dove sono riportati entrambi possono circolare entrambi. Questa è la sintesi di quanto sta scritto sul codice stradale.
Dopo questo chiarimento passo alle situazioni che si sono presentate durante l'escursione.
Via I. Bandiera: nel tratto di marciapiede da Via Baroni a Via Giovanni XXIII è stato collocato recentemente un cartello con l'indicazione di pista ciclabile nonostante ci siano gli ingressi di varie abitazioni. Anche il tratto che si collega a Via Giovanni Paolo II è solo ciclabile e risulta così interdetto ai pedoni.
Via Giovanni Paolo II: come sopra per il marciapiede lato nord.
Via Cassino: nel marciapiede tra Via Curiel e Via Giovanni Paolo II, circa 30 metri, è comparso un cartello di pista ciclabile senza che ne sia stata indicata la fine.
Parco Vecchietti: accanto al campo di basket, sulla striscia d'asfalto che conduce a Via Candini ed a Via Stalingrado c'è un cartello di pista ciclabile seguito a breve distanza da una pista pedonale la quale risulta così iirragiungibile per i pedoni.
Via Stalingrado: il marciapiede che fiancheggia il tratto iniziale e che si affaccia sugli ingressi pedonali di varie abitazioni risulta solamente ciclabile, oltretutto per accedervi da Via Don Minzoni occorre fare uno scalino degno di una robusta mountain-bike.
Via Berretta (circonvallazione): il nuovo collegamento stazione ferroviaria-zona artgianale è solamente ciclabile pur essendo un percorso che dovrebbe servire anche chi va a piedi.
Via Giovanni XXIII: sulla nuova pista ciclabile (lato est) in corrispondenza della fermata del bus è stato installato un cartello alla rovescia, con il dorso rivolto al ciclista.

Norma è rimasta stupita dalla molteplicità di casi illogici e dal mancato intervento dei vari organi pubblici, e rivolgendosi all'amico Geometra ha chiesto: < allora se percorro a piedi quel tratto di marciapiede di Via  Bandiera dove c'è il cartello di pista ciclabile rischio di prendere una multa? E se incontrando un ciclista accidentalmente ci sfioriamo, e lui cadendo si fa male, dovrei risarcire i danni, oltre alla multa? Nooo! Non posso crederci!>
Più che una risposta è arrivato un giudizio: <se oggi la strada è diventata una giungla lo dobbiamo anche a questi provvedimenti, e a tanti altri indispensabili ma disattesi.>
Abelardo ha seguito la vicenda con attenzione, poi è saltato su: <non è altro che la solita vecchia storia del mondo: in natura il pesce grosso mangia il piccolo, e per strada il tir sfascia l'auto, l'auto infossa la moto, la moto investe la bici, la bici scaccia il pedone dal marciapiede, ed il pedone non può far altro che protestare.
Boia d'un mond leder.>

Fine, ciao.


 




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