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29) PRIVATA DELLA PRIVACY
di Santino Zorzino  26/11/2007


Ficcanaso e malefatte (case)

 


Angelina, un’amica di Norma, si lamenta che nemmeno in casa può stare in pace. La sua vicina è afflitta dal ficcanasismo cronico, nota patologia comportamentale, e non perde occasione, anzi se le procura, per curiosare nella vita di Angelina.

E’ una lotta impari che ha come punto di forza della vicina la disposizione degli appartamenti: il soggiorno con cucina di Angelina è a ridosso dell’angolo dell’edificio dove è situato il terrazzino della vicina. Costei, con la necessità, o la scusa di prendere un po’ d’aria si sistema in terrazza sulla poltroncina di plastica e non si lascia sfuggire nulla di quanto accade nell’appartamento di fronte.

La situazione si aggrava con l’arrivo della primavera quando Angelina comincia a tenere le finestre aperte e si ritrova una spettatrice impicciona sempre pronta ad intromettersi: se guarda la televisione si deve sorbettare i commenti a favore o contro i vari personaggi, se cucina qualcosa deve spiegare come l’ha preparato, se ha un ospite conviene presentarglielo altrimenti deve rassegnarsi ai brontolamenti per tutto il tempo della visita.

Angelina ha tentato con le buone maniere di arginare l’invadenza, ed ha pure messo in opera alcuni accorgimenti per ridurre l’esposizione come tende e veneziane, ma i risultati sono stati scarsi ed ora sopporta con pazienza per il buon vivere in condominio.

Questa esperienza la porta a dire: < io sono stata sfortunata nell’incontrare una vicina impicciona, ma probabilmente manca un regolamento a salvaguardia della privacy che stabilisca delle norme di distanza da rispettare tra finestre di appartamenti diversi. C’è sempre una prima volta, e la prossima, quando cambierò casa, presterò molta attenzione alla disposizione dei locali.>

La vicenda ha dato luogo ad una discussione sul modo di costruire le case. Norma sostiene che se realmente si vuol dare senso alla diritto di riservatezza se ne deve tener conto nel progettare le aree dove vive la gente. Il caso di Angelina, al di là dell’invadenza della vicina, è una realtà spesso generata da una tipologia costruttiva che prescinde dal diritto alla privacy. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti quando osserviamo le case ed i quartieri costruiti negli ultimi anni. Anche l’amico Geometra ha sostenuto che con una maggiore cura nella progettazione sarebbe possibile tutelare meglio la vita privata dei residenti: < se si pone la condizione “privacy” nelle priorità del progetto i risultati positivi non mancheranno. Certo che le soluzioni adottate recentemente con edifici a forma di u, con le villette a schiera perfettamente allineate, con strade sempre più strette e prive di alberi, o le zone verdi concentrate in un’unica area, offrono limitate possibilità di tutela della vita privata. E’ pur vero che in passato il problema non si poneva, basta osservare come erano costruite le città e i paesi, ma ora dovremmo tenerne conto, a meno che non riteniamo che solo la categoria dei ricchi, disponendo di interi palazzi o di ville con ampi parchi, abbia diritto alla tutela della privacy.>  

Ad Abelardo la storia di Angelina ha ricordato quand’era ragazzino e un pomeriggio d’estate durante la “gabbanella” la nonna lo sorprese a sbirciare nel buco della serratura della camera degli zii da dove provenivano degli strani gemiti.

   <Sbarlucer in ca ‘d chi eter

     e asculter dri da i oss

     as fines par dvinter

     un bagai con poc gost.>

(Sbirciare in casa degli altri

e ascoltare dietro le porte

si finisce col diventare

una persona di poco conto e con scarse soddisfazioni.)

Fu il severo ammonimento della nonna.

Purtroppo quelle parole non sono state ascoltate: oggi l’impicciarsi dei fatti degli altri è diventato uno sport nazionale al pari del calcio, e al pari del calcio gode di ampi spazi alla tv, sui giornali e perfino di una stampa specializzata.

Così che questa diffusa passione dello sbirciare nella vita degli altri ha ispirato ad Abelardo un’idea un po’ strana:

     supponendo che Darwin avesse ragione

     con la sua teoria dell’evoluzione,

     forse un giorno non tanto lontano

     muterà la sembianza del genere umano,

     perché avremo un naso come Pinocchio

     ed in cima brillerà uno splendido occhio.     

 

Fine, ciao.



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