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35) IL CARTELLO TABU'
di Santino Zorzino  02/09/2008


Da cosa nasce cosa: come un cartello stradale puo portare all'impaccio mentale, all'impatto ambientale e all'impasse comunale.

A volte ci sono delle domande banali che non si osa rivolgere per paura che la risposta scateni degli interrogativi inquietanti. 

E' il caso confidatomi da Abelardo ed ha per oggetto un cartello stradale in via Don Minzoni che obbliga i camion provenienti da via Stalingrado a svoltare in via Fosse Ardeatine impedendo di proseguire per via Irma Bandiera e raggiungere la rotonda su via Poggio Renatico. Ragionandoci sopra, Abelardo aveva pensato che il divieto fosse valido anche in senso contrario, ma non lo è. Quindi i mezzi pesanti possono fare il percorso in un senso ma non nell'altro. E qui Abelardo si è posto l'interrogativo: quale motivo c'è per mantenere questo segnale ad un anno dall'apertura della rotonda? Poichè non è riuscito a trovarlo, teme una di quelle risposte dai risvolti inquietanti, tipo <nessuno se n'è mai accorto>, che innescano un turbinio di domande con risposte sconcertanti. 

Ho tentato di mitigare la sua inquietudine dicendogli che forse c'è una buona ragione per conservare quel cartello, e tutt'al più una svista può capitare a chiunque. E lui <è vero, una svista può capitare a chiunque, ma a tutti gli addetti, che tutti insieme sono tanti, per tutto quel tempo, faccio fatica a capirlo>, e poi <mi sono deciso solo adesso ad esternare questo mio tabù perchè il traffico di mezzi pesanti per le vie del paese è aumentato con l'inizio dei lavori del nuovo supermercato>.

A proposito del nuovo cantiere è intervenuto l'amico Geometra con una breve lezione sull'impatto abientale. Secondo lui la soluzione ottimale sarebbe stata quella di costruire per prima la nuova strada di collegamento tra via Argelato e via Melloni. Questa bretella avrebbe ridotto di almeno un Km, tra andata e ritorno, il percorso dei mezzi provenienti da sud e diretti al cantiere, evitando i frequenti incolonnamenti in corrispondenza del semaforo di via Panzacchi ed evitando l'attraversamento di una parte centrale del paese, già appesantito dal cartello "tabù".

Come sempre anche Norma ha voluto dire la sua: <se non ricordo male, anche l'anno scorso fu trattato l'argomento dei segnali stradali errati, ma non mi pare ci siano stati degli interventi per sistemarli, deduco perciò che la "sindrome da cartello tabù" sia abbastanza diffusa, soprattutto in certi ambienti>.

Così, un banale interrogativo di cui non si conosce l'esito, ha procurato un impaccio mentale ad Abelardo, ha dato l'occasione all'amico Geometra per una lezione sull'impatto ambientale ed ha finito per svelare un'impasse comunale sul cartello stradale.

Chi l'avrebbe mai detto? 

Da cosa nasce cosa, è proprio vero.

Fine, ciao.




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