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23) STRADA FACENDO VEDRAI...
di Santino Zorzino

Se tutte le vie portano in centro, tutte le auto ci finiscono dentro.

L'altro giorno l'amico Geometra mi ha mostrato una planimetria di San Giorgio risalente agli anni cinquanta, quando il paese era delimitato dalle vie Pascoli/Panzacchi a nord, IV Novembre/ferrovia ad est, Forlani (vecchia circonvallazione) a sud, e Matteotti/Rimembranza/2Giugno ad ovest.
All'interno di questo perimetro c'era tutto l'abitato che era unito da un reticolo di strade perpendicolari tuttora esistenti.
Da quel tempo lo sviluppo urbano è stato continuo ed oggi le aree edificate circondano il vecchio paese.
Sono sorti edifici residenziali, industriali, scolastici, ad uso dello sport e del tempo libero, abitati  e frequentati da persone che si muovono quotidianamente, ma i percorsi, nonostante l'enorme incremento del trasporto, convergono su quelli di cinquant'anni fa che sono ridotti a budelli stretti e tortuosi, o intasati ed inquinati. 
Non esiste una strada che permetta di transitare da una parte all'altra del paese senza dover attraversare le vecchie vie. E le conseguenze si vedono bene nelle ore di punta, mattino e sera.
Per spiegare meglio la situazione conviene fare alcuni esempi dei tragitti più comuni per i sangiorgesi.
Immaginiamo di andare da via Pasolini e dintorni (sud) agli impianti sportivi (ovest), oppure accompagnamo all'asilo (sud) i bambini partendo dall'area di via Fosse Ardeatine / via Irma Bandiera (nord), o meglio ancora, attraversiamo completamente San Giorgio da nord a sud, e per finire rechiamoci nel quartiere artigianale di via Stalingrado (ovest) provenendo da via Berretta (est), naturalmente con dei mezzi pesanti.
In tutti questi itinerari è necessario percorrere le vecchie strade costruite per una dimensione urbana ben diversa dall'attuale e per un utilizzo ben più limitato.
Per anni si è fabbricato case, capannoni, impianti sportivi, scuole con il minimo indispensabile di strade, senza mai preoccuparsi di attrezzare una viabilità razionale con percorsi che agevolino gli spostamenti e non soffochino il centro, mettendo in crisi la circolazione.
E man mano il paese si sviluppa, altrettanto cresce il traffico e diventa sempre più congestionato con conseguenze negative per i residenti e per la gente di passaggio.
Norma dice che se dovessimo proiettare nel futuro la viabilità locale adottando i criteri finora seguiti, passeremmo dall'attuale caos zonale (es. circonvallazione) al caos totale.
L'amico Geometra ha una sua spiegazione: <quando i soldi sono il principale riferimento di una società e si spostano rapidamente, per stare al passo si deve correre sempre più in fretta, e non c'è tempo per meditare o studiare soluzioni ottimali, perciò i risultati sono deludenti. In compenso il portafoglio è gonfio, ed oggi è quel che conta di più>.
<Purtroppo>, ammette lui onestamente.
Anche Abelardo ha seguito l'argomento ed ha tratto le sue conclusioni:
     se tutte le vie portano in centro,
     tutte le auto ci finiscono dentro,
     e non c'è rotonda che può sbrogliare
     la gran confusione nel transitare.
Poi ha canticchiato: <strada facendo vedrai...>
Che sia la soluzione?

Fine, ciao.


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