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33) ELEZIONI
di Santino Zorzino

Tra il dire e il fare...

Nel 2006 affrontammo il tema elettorale con due composizioni dialettali di Abelardo: "Par cranvel", e "In quaraisma". Quest’anno abbiamo pensato di proporre due rime di autori famosi. La prima, scelta dall’amico Geometra, è di Trilussa:




Un miracolo.

C’era una vorta un poverello muto

che, volenno di’ male d’un Governo,

agnede a messa e chiese ar Padreterno

la grazzia de parlà per un minuto.

- Fate, o Signore, che, per un momento,

je dica chiaro come me la sento...-

E er Padreterno, ch'è bontà infinita,

lo fece riparlà tutta la vita.




La seconda è di Alfredo Testoni e fa parte della raccolta " La Sgnera Cattareina evoluta". Come quella di Trilussa fu composta negli anni 1920/30. E' stata scelta da Abelardo.




Ancora la crisi.

L'è una bojata! - lassi che m'esprima

A mi mod fra tant asn'e tant vulpon -

Dopo un governo un altro, e acsè on pr'on

Vanno all'aria e si resta come prima!

Mo che i italian j n'aven d'esser bon

Ed dir a zerta zeint che non si stima:

- < L'è tempo di finirla , i mi imbrujon,

Che a s'avì rott...> e metterci la rima!

Ci giuro che se foss Sua Maestà

Al direv me: - < D'vualtr'ai n'ho d'avanz

E senza benservito av mand a cà.

Perchè la povra Italia l'è arvinà

Da di pajazz o da del test... ed manz!...>

( Senza rima perchè l'è un Re educà).




Confrontando questi scritti con quanto si legge oggi sui giornali e su vari libri viene da dire che la classe politica non ha fatto progressi, anzi pare si sia trasformata in casta. E la fiducia degli italiani, documentata dalle statistiche, è ai minimi termini. A questo punto non potendo augurarci che alle elezioni vinca il migliore, perché non c’è, speriamo almeno non vinca il peggiore. E che gli italiani se la mandino buona.

Fine, ciao.


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