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39) UNA SALA DA SCONSIGLIARE
di Santino Zorzino

Vedute impossibili e rumori sospetti alla luce di quarantaquattro lampadine.

Recentemente si è parlato molto della nuova sala consiliare e la varietà dei commenti è stata ampia: "è proprio bella", "finalmente un pò di decoro", "per entrare bisogna mettersi il vestito da festa", "si poteva fare di meglio spendendo di meno", " sembra di essere a Las Vegas", e tanti altri. Anch'io sono stato coinvolto nella discussione e confrontandomi con gli amici ho raccolto varie opinioni.

Comincio da Norma che è amareggiata per la demolizione della gradinata che permetteva di seguire perfettamente lo svolgersi degli eventi anche dalle ultime file. Ora, essendo tutti allo stesso livello, lo sbarramento del pubblico impedisce di vedere le persone che parlano al tavolo degli oratori. La qualità della visuale è decisamente scaduta. Secondo Norma chi ha ordinato il lavoro è una persona molta alta che non ha quel problema, e che forse non sta mai seduta tra il pubblico, soprattutto nelle ultime file.

L'amico Geometra ha condiviso il parere di Norma ed ha aggiunto un'osservazione a proposito delle nuove sedie che emettono rumori equivoci. Anzi ha suggerito che bisognerebbe darne comunicazione ai cittadini per evitare l'imbarazzo che si crea la prima volta che si siedono. Lui ha pensato ad un avviso da affiggere all'ingresso della sala consiliare tipo:

-Informiamo gli ospiti che si accomodano sulle sedie che alcuni movimenti possono produrre dei rumori imbarazzanti causati dallo sfregamento sul piano d'appoggio.

Consigliamo di non prestarvi attenzione, di non rivolgersi ai vicini con sguardo interrogativo nè di scusarsi per l'accaduto, conviene invece mostrarsi indifferenti e ritenere il fatto del tutto normale

Raccomandiamo inoltre di non approfittare della situazione per diffondere odori molesti.-

E per ultimo c'è Abelardo che ha contato le lampadine che illuminano la sala. Sono quarantaquattro suddivise in tre lampadari da dodici ciascuno, più otto singole ai margini. Questo numero gli ha ricordato una vecchia canzoncina che più o meno, più meno che più, faceva così:

quarantaquattro luci

in tre lampadari col resto di otto

brillavan come stelle

in tre lampadari col resto di otto

al centro degli affreschi

in tre lampadari col resto di otto

incantavano la gente

in tre lampadari col resto di otto

Tre per dodici trentasei

più otto quarantaquattro.

Micro Kyoto se ci sei

fammi il conto dell'impatto.


Fine, ciao.


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